Tomba delle Sculture – Restauro 2015

Associazione ETS per la conservazione, valorizzazione e studio delle Tombe Dipinte di Tarquinia (sito UNESCO)

Tomba delle Sculture – Necropoli dei Monterozzi, loc. Calvario, Tarquinia (VT)

Intervento di restauro eseguito dall’Associazione Amici delle tombe Dipinte di Tarquinia tra Aprile e Giugno 2015 in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia del Lazio ed Etruria Meridionale

Relazione tecnica e documentazione fotografica

 Descrizione e stato di conservazione

 Parete di ingresso – lato interno

La parete di ingresso della tomba è stata realizzata, come il resto della camera, con un intonaco formato da macco e calce sul quale è poi stato steso uno scialbo a calce; nella fascia inferiore corre un fascione di colore rosso steso sull’intonaco ed eseguito con l’aiuto del segno della corda battuta.

La superficie era completamente ricoperta da uno spesso strato bianco di sali di carbonato di calcio, relativamente morbidi nella parte superiore, decisamente più compatti e resistenti nella parte inferiore e a ridosso del vano d’ingresso. Mescolati ai depositi bianchi di sali c’erano anche quelli scuri di terra, concentrati principalmente nella metà inferiore della parete (foto 1).

Fig. 1 – Parete d’ingresso prima del restauro

Parete di ingresso – lato esterno

 Del dromos originale della tomba delle Sculture rimane oggi solo una breve porzione della parte inferiore mentre il resto del corridoio d’ingresso è stato ricostruito con blocchetti di tufo e cemento (foto 2).

La parete esterna della camera superiormente presenta un frontoncino decorato con un rilievo a dentelli ricavato direttamente dalla lavorazione del macco (foto 3).

Fig. 2 – Dromos
Fig. 3 – Frontoncino della parete d’ingresso
Fig. 4 – Gradini d’ingresso alla camera prima della rimozione della terra

Originali sono anche gli ultimi 3 gradini subito prima dell’ingresso alla camera, ricoperti prima dell’intervento di uno strato di terra di circa 40 cm (foto 4).

Intervento di restauro

Parete di ingresso – lato interno

L’intervento di restauro sulla parete di ingresso è stato eseguito con la medesima metodologia utilizzata lo scorso anno sulle altre pareti della camera: rimozione meccanica degli strati bianchi di sali e terra, inizialmente a bisturi, in seguito con l’utilizzo di spatoline e specilli dentistici.

Le lacune sono state pulite con una leggera spazzolatura per riportare il banco roccioso al suo colore originale.

Il fascione rosso è stato pulito meccanicamente con spatole, specilli e pennelli; a bisturi dove lo strato di carbonati era maggiore (foto 5).

Fig. 5 – Parete d’ingresso: lato interno, durante il restauro.

Sulla parete sinistra dell’ingresso, in corrispondenza della fascia rossa, alcune parti d’intonaco che, a causa dei sali erano state spinte fuori dalla sede originale, sono state rimosse, pulite, consolidate e riposizionate nella loro sede originale.

Le lacune più evidenti sono state pulite e stuccate in sottolivello con un impasto di grassello calce, calce idraulica e polvere di macco ad imitazione del banco roccioso (foto 6).

Fig. 6 – Parete d’ingresso: lato interno, dopo il restauro.

Parete di ingresso – lato esterno

Le pareti del dromos erano ricoperte di uno strato di sali di carbonato di calcio di spessore variabile dai 2 ai 5 cm estremamente duri e compatti (foto 7 – 9). Per la loro rimozione è stato necessario l’utilizzo iniziale di scalpellini seguito dalla rifinitura a bisturi. Durante questa fase di rifinitura, sulla parte centrale del frontoncino è emersa una colorazione nera, a macchia, sicuramente non pertinente la fase originale dell’opera poiché in alcuni punti si trova all’interno di piccole lacune. I resti di colore nero potrebbero testimoniare un intervento successivo di manutenzione della tomba

Fig. 7 – Parete sinistra del dromos, tassello di pulitura.
Fig. 8 – I resti di colore nero sul frontone.
Fig. 9 – Architrave, durante il restauro.

Nell’intervento dello scorso anno, per permettere la collocazione della  porta a taglio termico collocata quest’anno, era stato riportato alla luce l’originale livello del piano d’ingresso alla tomba (foto 10); in occasione del presente restauro, sempre per poter inserire la porta e, inoltre, per facilitare l’ingresso al visitatore, sono stati liberati anche i successivi due gradini di ingresso alla camera, di cui, il superiore, è stato protetto con una banda di alluminio zincato tagliata ad “L” .

Fig. 10 – Piano d’ingresso alla camera dopo la pulitura

Lungo la parete sinistra del dromos, in accordo con la D.L., si è deciso di inserire un mancorrente per dare un sostegno al visitatore durante la discesa alla tomba: sono state quindi livellate le sporgenze dei blocchi di tufo ed è stato inserito un corrimano di alluminio zincato e verniciato (foto 12).

Fig. 12 – Il dromos dopo l’intervento e la collocazione del mancorrente e della porta.

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Tomba delle Sculture – restauri effettuati dall’Associazione Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia in associazione con la Soprintendenza Archeologia del Lazio ed Etruria Meridionale

Soprintendente: Alfonsina Russo

Direzione dei lavori: Maria Gabriella Scapaticci

Finanziamento dei lavori: Fondazione CARICIV e Associazione “Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia” (anche grazie alla donazione del socio Luciano Marziano).

Committenza dei lavori: Associazione “Amici delle Tombe Dipinte di Tarquinia”, Presidente Maria Cataldi

Restauro: Franco Adamo, Adele Cecchini, Chiara Scioscia Santoro

Documentazione fotografica digitale: Franco Adamo

Periodo lavori: Aprile – Giugno 2015