Maria Cataldi

Associazione ETS per la conservazione, valorizzazione e studio delle Tombe Dipinte di Tarquinia (sito UNESCO)

Maria Cataldi

Nasce a Cavriglia (AR) il 9 gennaio 1944. Allieva di Massimo Pallottino all’Università di Roma-Sapienza, si laurea nel 1968 in Etruscologia e Antichità Italiche con una tesi dedicata allo studio delle terrecotte architettoniche di età arcaica che decoravano il tempio presso l’ “Ara della Regina” a Tarquinia.

Le prime attività di scavo, già dal 1969, la vedono all’opera in Etruria meridionale (Tarquinia-Ara della Regina, Veio-Piazza d’Armi) e, nel corso degli anni ’70, nel Latium Vetus, coinvolta con le rispettive équipes, in successive campagne di scavo nella necropoli di Castel di Decima, e a Ficana, sia nella necropoli che nell’area dell’abitato, con straordinari rinvenimenti che confluirono in alcune mostre di successo non solo a Roma, cui collabora anche nella redazione dei rispettivi cataloghi (“Civiltà del Lazio Primitivo” (1976), “Ricerca su una comunità del Lazio protostorico (1979).Va menzionata anche la partecipazione in questi anni al Comitato per le Attività Archeologiche della Tuscia, nell’ambito della Commissione Parchi Archeologici, che porterà alla pubblicazione di una “Proposta per un parco archeologico-naturale in Tarquinia”.

Nel 1979 vince il concorso come tecnico laureato presso l’Istituto di Etruscologia della stessa “Sapienza” e nel 1980 entra nei ruoli del Ministero per i Beni e le Attività Culturali come funzionario archeologo.

Dal 1980 al 1983 svolge la sua attività presso la Soprintendenza Archeologica di Ostia, assumendo la  responsabilità della sezione protostorica.

Dal 1983 al 2011 con il trasferimento presso la Soprintendenza Archeologica dell’Etruria Meridionale, è responsabile del territorio comunale di Tarquinia, e direttore della Necropoli e del Museo Archeologico Nazionale. Per circa trent’anni la sua attività di tutela, ricerca e valorizzazione è stata instancabile.

Con forte impegno ed entusiasmo ha affrontato, insieme a Claudio Bettini e Sandro Massa con il prezioso aiuto di Franco Adamo e Adele Cecchini, i problemi della conservazione e fruizione dello straordinario patrimonio delle tombe dipinte della necropoli dei Monterozzi che dal 2004, grazie anche al suo contributo fornito per diversi anni nel Gruppo per la redazione della relativa istruttoria, è stata inclusa, insieme alla necropoli di Cerveteri, tra i siti del Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco.

Ha diretto complessi scavi nell’area dei Monterozzi, tra i quali spicca il rinvenimento della eccezionale tomba dipinta dei Demoni Azzurri (1985); con il coinvolgimento di  non pochi altri studiosi ha dato avvio a ricerche in diversi settori della necropoli, come, per ricordare le più importanti,  quella di Poggio Cretoncini,  quella dei tumuli monumentali della Doganaccia, e ancora lo scavo dell’area circostante la tomba delle Pantere. Nell’area della città antica ha diretto, tra gli altri, interventi conoscitivi sulle fortificazioni della città etrusca contribuendo ad integrare le ricerche sulla città dell’Università di Milano dirette da Maria Bonghi Jovino e ora da Giovanna Bagnasco Gianni.

Importante è stato anche il suo lavoro nella riorganizzazione del Museo con l’apertura di nuove sale al piano terra dedicate ai sarcofagi dei grandi ipogei gentilizi tardo-etruschi, e di quelle al secondo piano con la musealizzazione delle pitture di quattro tombe distaccate negli anni ’60 dall’Istituto Centrale del Restauro. In occasione del Convegno di Studi Etruschi del 2000 ha curato l’allestimento della grande “Sala delle armi” con una esposizione dedicata alla città e alle ultime ricerche nella necropoli. La musealizzazione della cappella e dello studiolo del cardinale Vitelleschi ha completato la sua opera nel Museo, che per tre decenni, grazie alla sua gestione aperta e lungimirante, è stato luogo di incontro e laboratorio di ricerca  di tanti studiosi da tutto il mondo. Grazie alla prosecuzione del progetto dell’Università di Perugia diretto da Mario Torelli e poi da Lucio Fiorini il Museo si è dotato di una preziosa collana dedicata alla pubblicazione sistematica dei materiali conservati.  

Dopo il raggiungimento della pensione, nel 2012 fonda l’Associazione no-profit “Amici delle tombe dipinte di Tarquinia”  per continuare il suo contributo  alla conservazione e valorizzazione delle tombe dipinte; dà avvio alla collana di Quaderni “Larth”, curando l’edizione del primo volume, insieme a Beatrice Casocavallo, dedicato ai 100 anni del Museo Nazionale Tarquiniense; è autrice insieme a Gloria Adinolfi e Rodolfo Carmagnola del secondo volume dal titolo “Istantanee dal Passato. Pittura etrusca a Tarquinia”, e del terzo “Documentare l’arte con l’arte. Le pitture delle tombe etrusche di Tarquinia nell’opera di Adolfo Ajelli”, ove si presenta la più recente delle serie complete di riproduzioni grafiche delle tombe dipinte di Tarquinia, accessibili negli anni ’30 del secolo scorso.

Membro Nazionale corrispondente dell’Istituto di Studi Etruschi ed Italici dal 1990, è autrice  di numerosi articoli  in pubblicazioni, riviste scientifiche e atti di convegni, nonché delle guide a carattere divulgativo di Tarquinia e del Museo. 

Muore a Roma il 4 ottobre 2019.

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